Il 16 ottobre 2014 una massiccia esplosione distrusse un deposito di munizioni e armi nella foresta ceca orientale e causò la morte di due cittadini, l'evacuazione di centinaia di persone e danni per decine di milioni di euro. Due mesi dopo, nella zona avvenne una seconda esplosione.
Dopo sette anni di indagini le autorità ceche hanno annunciato che dietro l'incidente - un'esplosione sul territorio della NATO - c'era l'agenzia di intelligence militare russa nota come GRU e precisamente l'Un ...
Il 16 ottobre 2014 una massiccia esplosione distrusse un deposito di munizioni e armi nella foresta ceca orientale e causò la morte di due cittadini, l'evacuazione di centinaia di persone e danni per decine di milioni di euro. Due mesi dopo, nella zona avvenne una seconda esplosione.
Dopo sette anni di indagini le autorità ceche hanno annunciato che dietro l'incidente - un'esplosione sul territorio della NATO - c'era l'agenzia di intelligence militare russa nota come GRU e precisamente l'Unità 29155. La stessa Unità legata al cyberattacco del 2018 , quando gli agenti del GRU avrebbero tentato di hackerare i computer della sede dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche a L'Aia. A quel tempo, l'organizzazione stava indagando sulla sostanza usata nell'avvelenamento di Skripal. La polizia ceca confermò che stavano cercando, per interrogarli, gli stessi due agenti russi ricercati in Gran Bretagna per l'attacco di Salisbury. Si scoprì che i nomi falsi usati dai russi per entrare nella Repubblica Ceca erano gli stessi usati quattro anni dopo dai due agenti che avvelenavano Skripal.
I mass media cechi hanno riferito che le munizioni e le armi distrutte erano destinate all'Ucraina, che nel 2014 stava combattendo contro l'attacco militare russo nella regione del Donbas. Un commerciante di armi bulgaro Emilian Gebrev è stato indicato come l'organizzatore dell'accordo con Kiev. Più tardi Gebrev ha confermato al New York Times che c'era effettivamente lui dietro il traffico di armi.
Un anno dopo l'esplosione, quindi nel 2105, qualcuno cercò per due volte di avvelenare Gebrev con l'agente nervino Novichok, lo stesso usato contro Skripal e Alexey Navalny. Gebrev cadde in coma ma riuscì a sopravvivere. Nel 2020 i pubblici ministeri bulgari hanno dichiarato che l'Unità 29155 del GRU era effettivamente responsabile del tentato omicidio e hanno accusato in contumacia tre agenti russi.
“La Repubblica Ceca è uno Stato sovrano e deve reagire di conseguenza a rivelazioni senza precedenti”, ha affermato il primo ministro Andrej Babis, espellendo dal paese 18 diplomatici russi. "Questo è stato il più grande attacco al nostro territorio dal 1968 ”, ha aggiunto Ondřej Veselý, presidente della commissione parlamentare per gli affari esteri.
Come ritorsione Mosca ha espulso 20 cechi dalla Russia. A quel punto Praga ha deciso di ridurre il numero di diplomatici presso l'ambasciata russa a Praga (invitando 62 diplomatici a lasciare Praga entro la fine di maggio) in modo da pareggiare il numero di diplomatici presso l'ambasciata ceca a Mosca. Inoltre, il ministero degli Esteri ceco ha attivato l'articolo 11 della Convenzione di Vienna, il che significa fissare un limite massimo al numero del personale diplomatico russo.
Le relazioni diplomatiche tra i due paesi sono state a lungo asimmetriche con circa 140 diplomatici russi a Praga e 60 diplomatici cechi a Mosca. Ridurre il numero dei diplomatici ridurrà notevolmente l'influenza del Cremlino nella Repubblica ceca.
Le azioni del GRU russo autore dell'esplosione sul suolo ceco che ha provocato la morte di due cittadini, così come dell'attacco di Salisbury in cui una donna britannica è morta dopo essere stata esposta all'agente nervino destinato a Skripal, sono le violazioni più significative della sovranità degli Stati membri della NATO. Entrambi gli incidenti vanno oltre i disaccordi politici o la competizione geopolitica tra Russia e Occidente e rivelano che la sicurezza dei cittadini europei può essere minata in qualsiasi momento da un attore esterno.
Questo è il motivo per cui numerosi paesi dell'UE, insieme al Regno Unito, hanno espresso la propria solidarietà a Praga e hanno condannato le azioni russe. Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania hanno espulso diversi diplomatici russi. Anche Orban, che è notoriamente uno dei leader più favorevoli alla Russia in Europa, ha criticato Mosca e si è schierato con i cechi. "Gli Stati Uniti sono al fianco della Repubblica Ceca nella loro ferma risposta contro le azioni sovversive della Russia sul suolo ceco ... Dobbiamo agire con fermezza in risposta alle azioni russe che compromettono l'integrità territoriale, la sicurezza energetica o le infrastrutture critiche dei nostri alleati e partner", ha affermato il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price in una dichiarazione su Twitter.
La rivelazione che c'è la Russia dietro l'esplosione arriva in un momento curioso per Praga e Mosca. La Russia si è dichiarata disponibile a partecipare a una gara d'appalto indetta dal governo ceco per la costruzione di una nuova centrale nucleare presso il proprio complesso di Dukovany. Tuttavia, i servizi di sicurezza hanno chiesto di escludere la russa Rosatom dalla gara. Infatti il ministro dell'Industria Karel Havlecek ha sostenuto che le probabilità che Rosatom possa concorrere sono scarse.
L'incidente ceco aggrava ulteriormente i rapporti già tesi tra l'Occidente e la Russia. La scorsa settimana la Polonia ha espulso tre diplomatici russi “per attività dannose” per il Paese. In precedenza le autorità bulgare avevano arrestato un gruppo di alti funzionari, inclusi dei militari, un alto funzionario del ministero della Difesa e funzionari dell'intelligence sospettati di passare segreti di stato alla Russia.
Uno degli ufficiali sarebbe stato addestrato dalla Svr e incaricato di reclutare una "rete illegale di agenti" con accesso a informazioni classificate sulla Bulgaria, l'Unione europea e la Nato. Di conseguenza Sofia ha informato l'ambasciata russa che due dei suoi diplomatici sono stati dichiarati “persona non grata” e li ha invitati a lasciare il Paese. Recentemente anche l'Italia ha espulso due diplomatici russi dopo che uno è stato sorpreso a consegnare denaro contante a un ufficiale della Difesa italiano in cambio di documenti militari segreti riguardanti il Paese e la Nato. Luigi di Maio, il ministro degli Esteri, ha definito l'incidente un “atto ostile di estrema gravità”.
Infine, a metà aprile l'amministrazione Biden ha imposto nuove sanzioni a funzionari ed enti russi, espulso dieci diplomatici dagli Stati Uniti e introdotto nuove restrizioni all'acquisto di debito sovrano russo in risposta al massiccio attacco di SolarWinds alle agenzie federali e alla presunta interferenza nelle elezioni del 2020.
Traduzione di Carla Reschia
